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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 


1 

LK30729.TXT 

(29 / 07 / 93 ) 

Volantino su stragi distribuito il 28 luglio 

2 

LK30902.TXT 

(02 / 09 / 93 ) 

Comunicato stampa in merito alle dichiarazioni dei 
leghisti del 1.09.93 

3 

MI030993.DOC 

(03 / 09 / 93 ) 

Comunicato stampa per Manifax 
di domenica 5 sett. dal CS Leoncavallo 

4 

LK30906.TXT 

(07 / 09 / 93 ) 

Testo del manifesto sul processo ad unacompagna 
per detenzione di arma impropria 

5 

LK30912.TXT 

( 12 / 09 / 93 ) 

Appello: presidio il 22 settembre 
al tribunale di Milano 

6 

LK30916.TXT 

( 17 / 09 / 93 ) 

Testo del manifesto del CS Leoncavallo 
per la manifestazione del 25 settembre 

7 

LK30917.TXT 

( 17 / 09 / 93 ) 

Leoncavallo: iniziativa in piazza Aspromonte 
il 17.09.93 

8 

LK30918.TXT 

( 18 / 09 / 93 ) 

Com. Stampa C.S. Leoncavallo 
su articolo “Giornale” 

9 

LK30928.TXT 

(29 / 09 / 93 ) 

Su denuncia a 12 compagni 
per T'occupazione del Leoncavallo” 

10 

LK31012A.TXT 

( 12 / 10 / 93 ) 

Comunicato Stampa su “assegnazione” 
Pakko Trotter agli occupanti del Leoncavallo 

11 

LK31012C.TXT 

( 14 / 10 / 93 ) 

Volantino del C.S. Leoncavallo per il quartiere 

12 

LK31012B.TXT 

( 14 / 10 / 93 ) 

Comunicato Stampa 

13 

LEOAP.TXT 

( 14 / 10 / 93 ) 

Appello Leo presenza permanente 

14 

MI31014A.TXT 

( 14 / 10 / 93 ) 

Milano: lettera aperta a tutte le realta sociali 
e abitative occupate. 

15 

LK31014A.TXT 

( 15 / 10 / 93 ) 

Collettivo studenti in lotta 
e giovani dei centri sociali su sgombero LEO 

16 

LK31015.TXT 

( 16 / 10 / 93 ) 

volantino x corteo leoncavallo 16/10/93 

17 

ASSCS17.TXT 

( 17 / 10 / 93 ) 

Comunicato deN’assemblea nazionale centri sociali 
al Leoncavallo il 1 7 ottobre 

18 

LK2010.TXT 

( 20 / 10 / 93 ) 

comunicato stampa in merito alle voci sullo stato 
della presunta trattativa con le autorità comunali 

19 

MI31021A.TXT 

( 21 / 10 / 93 ) 

Milano - Convocazione assemblea cittadina 
spazi sociali ed autogestiti 

20 

COMUN20.TXT 

( 22 / 10 / 93 ) 

comunicato stampa su decisione del prefetto 
per nuova sede Leonkavallo 

21 

28SCiOP.TXT 

( 27 / 10 / 93 ) 

Su partecipazione Sciopero 28 ott. 
contro sindacati ma in piazza 

22 

MIASSELF.TXT 

( 27 / 10 / 93 ) 

mozione finale dell’assemblea cittadina 
tenutasi a milano il 26 ottobre 1993 

23 

GB281 093. ASC 

( 28 / 10 / 93 ) 

sciopero 28/10 a Milano 



ecn milano 


ecn milano - ottobre 1 993 


1 




Centro Sociale Leoncavallo 


1 File : LK30729.TXT 


LE STRAGI DELLA 
SECONDA REPUBBLICA 

Da mesi in Italia, ma non solo, e in atto uno scontro 
politico tra potentati economici. In questo senso 
vanno riletti gli avvenimenti più salienti di questi ultimi 
anni: dai picconi contro il muro di Berlino alle picconate 
di Cossiga; dall'operazione "mani pulite" ai risultati 
ottenuti dalla nuova composizione di classe di piccoli 
e medi imprenditori. 

Un filo comune percorre tutti questi avvenimenti: 
l'uso politico della strage nell’ambito di una strategia 
che rivela senza equivoci la ferocia di un attacco 
padronale generalizzato contro i lavoratori e tutte le 
classi sociali dei meno abbietti, disoccupati, stranieri, 
donne. Un attacco padronale che ha portato allo 
smantellamento dei diritti fondamentali dei lavoratori, 
dal diritto alla casa, al diritto alla salute e ciò in 
prospettiva di un piano di privatizzazioni finalizzato a 
garantire la ricchezza ad una oligarchia sempre più 
ristretta. In questo contesto si accelera il ricambio 
dellaclasse politica, e deisistemi elettivi, comprimento 
l’opposizione politica sociale all'Interno di una nuova 
emergenza nazionale. Un esito molto distante 
comunque dall'opinione di chi vede nelle stragi 
un’elemento di destabilizzazione e che invece 
conferma ancora una volta il loro carattere 
stabilizzante. Le redini del cambiamento rimangono 
ben saldamente nelle mani di un parlamento 
screditato e di un governo che prosegue 
imperturbabile nelle peggiori politiche antipopolari, 
attribuendo inoltre agli apparati di polizia e presunta 
sicurezza poteri e legittimità straordinarie che non 
mancheranno di essere utilizzate in direzioni molto 
lontane dall’improbalile reperimento dei colpevoli. 
Dopo la strage di Capaci un parlamento diviso e 
incapace di decisioni e che ieri elesse l’attuale 
presidente Scalfaro, oggi, all'indomani dall'ennesima 
strage di stato, accelerando notevolmente i tempi ha 
approvato tutti gli articoli della nuova legge elettorale 
in attesa di una votazione finale, scontata, che è 
prevista per questo pomeriggio. 

Da mesi denunciamo la continuità delle stragi dalla 
prima repubblica a quelle della seconda come stragi 
di stato ed è per questo motivo che saremo il 2 
agosto 1 993 alle ore 1 7 in P. zza Fontana in occasione 
dell’anniversario della strage di Bologna. 


Centro Sociale Leoncavallo 


2 File : LK30902.TXT 


HO DETTO 
A F0RMENTIN1 
CHE BISOGNA 
SPAZZARLI VIA 

Dalle montagne del bresciano Umberto Bossi, sulle 
pagine de “Il Giornale" di oggi 1° settembre, ci fa 
sapere che “ha dato la sveglia” al sindaco “più 
importante d’Italia” Formentini perchè mantenga le 
promesse fatte durante la campagna elettorale del 
giugno scorso e proceda a sgomberare centri sociali 
e centri di accoglienza per extracomunitari. 

Fin qui niente di nuovo, da mesi ormai siamo abituati 
alle infamanti campagne stampa portate avanti, con 
particolare accanimento, da “Il Giornale" e 
“L’Indipendente". 

Ma questa volta Bossi ha proprio superato ogni 
limite, con toni isterici, farneticanti e minacce di tipo 
squadristico. 

Dopo affermazioni quali: “bisogna sbaraccare al più 
presto il Leoncavallo e tutti i sedicenti centri sociali 
che servono da copertura a spacciatori di droga e 
malavita” il segretario leghista continua dicendo: 
"avverto brutti segnali non vorrei che questi centri 
giovanili nascondessero qualcosa di molto pericoloso, 
fossero lacoperturadi servizi segreti deviati o di altre 
organizzazioni oscure che in queste sedi possano 
raccogliere facile manovalanza utile ad azioni 
terroristiche. Chissà da dove veniva la bomba di via 
Palestro....” 

Per chiunque conosca la storia italiana degli ultimi 
trentanni, costellata da stragi e depistaggi, di cui solo 
negli ultimi tempi si cominciano a delineare 
chiaramente i contorni e le responsabilità, queste 
accuse oltre ad apparire infondate rasentano il 
ridicolo. Siamo parte di quel movimento che da 
sempre ha denunciato la strategia della tensione 
come elemento di controllo delle tensioni sociali 
attuato dagli apparati dello stato, parte integrante di 
una politica di centro-destra e non un agire separato 
dei servizi segreti cosiddetti deviati. 

Se ce ne fosse bisogno, ricordiamo che il C.S. 
Leoncavallo hasvolto e attuerà una serie di battaglie 
politico sociali che sono sicuramente in contrasto 
con la linea politica di destra della Lega. Dalla lotta 
per il diritto alla casa, che cozza contro la politica di 
svendita del patrimonio I.A.C.P. e di sgombero 
“manu militari” della famiglie sfrattate, portata avati 
prima dal PSI e oggi da Formentini, alla lotta contro 
le misure repressive nei confronti dei fratelli 
extracomunitari (per i quali il C.S. è diventato 
ultimamente un grosso centro di aggregazione). 


2 


eoi milano - ottobre 1993 



Centro Sociale Leoncavallo 


Siamo stati protagonisti nella racolta di firme per 
l'abrogazione secca dell'articolo 1 9 dello statuto dei 
lavoratori, e contro i decreti su pensioni e sanità; 
abbiamo collaborato fattivamente con collettivi e 
gruppi di lavoratori in lotta contro i licenziamenti e la 
politica di compatibilità fra governo, confindustria e 
sindacati che svende una lunga serie di diritti 
fondamentali dei lavoratori. 

Abbiamo condotto battaglie contro il proibizionismo 
sull’uso degli stupefacenti, convinti che repressione 
e punizione non servano nell’ affrontare problemi 
sociali complessi. Abbiamo combattuto, coni' apertura 
di Radio Onda Diretta, la restrizione progressiva 
delle libertà di comunicazione e di informazione. 
Questa, e molto altro, è la realtàdel C.S. Leoncavallo 
e tutto questo dà fastidio alla Lega e al "Senatur". 
Le minacce di tipo squadristico ci fanno solamente 
sorridere, perchè siamo forti dell'appoggio di migliaia 
di proletari di questa città. 

C.S. LEONCAVALLO 
Milano, 1 settembre 1993 

P.S.: stiamo valutando attentamente se esistono gli 
estremi per una querela contro le infamanti accuse 
e allusioni di Umberto Bossi. 


3 File : MI030993.DOC 


TESTO DEL COMUNICATO STAMPA 
PER IL MANIFAX DI DOMENICA 5 
SETTEMBRE 1993 

Nell'attacco rinnovato in questi giorni, dal segretario 
della Lega nord, crediamo che il Centro Sociale 
Leoncavallo vada letto al plurale. Eletto suo malgrado 
simbolo delle centinaia di altre esperienze dissemi- 
nate in tutta Italia, e dunque insieme a queste, di una 
parte di quei soggetti sociali che si vorrebbero 
dispersi e silenti, oltreché consegnati alle milleforme 
dello sfruttamento terziario o all'esclusione da ogni 
forma di reddito. 

Luoghi, questi centri sociali, infinitamente bollati di 
giovanilismo, estremismo, spaccio e tossicof ilia, e in 
realtà contraddittori laboratori delle trasformazioni e 
dei problemi sociali. Luoghi, assai diversi tra loro, 
della cultura e della politica, laddove quest'ultima 
intenda, con efficace semplicità, la possibilità di fare 
dei territori qualcosa di diverso dall'attuale devasta- 
zione. Luoghi dunque innervati di lotte per la casa, il 
reddito, per un utilizzo sociale delle aree cosidette 
dismesse ecc. 

Soggetti straordinariamente lontani dalla totale 
assenza di politiche sociali che la giunta leghista di 
Milano e le tante altre del Nord stanno dimostrando, 
ma anche lontani da quella sinistra miope che ne ha 


spesso decretato, dove abbia governato, la fine a 
vantaggio di altri e forti interessi. 

Centri sociali e forme dell’associazionismo, dell'autor- 
ganizzazione sui posti di lavoro, tutte accomunate 
dall’essere piccole ma nuove forme della rappre- 
sentanza nella crisi dell’antica. 

Un modo, crediamo, di ripartire dal basso, in forma 
umile ma costituente. 

Luoghi della memoria, anche. E dunque non ci 
spaventa il ragionare di chi trasforma le vittime in 
carnefici; i soggetti deboli obiettivo delle mille stragi 
d’Italia in esecutori di oscuri disegni. Affermazioni 
che si accomunano a quelle di chi, Craxi compreso, 
ancora in tempi recenti, ha voluto rescitare l'indegna 
ma assai chiara vicenda della responsabilità anar- 
chica nella strage di Piazza Fontana. 

D’altrocanto chi ormai tra noi non ha saggiato la 
rimozione sistematica deila memoria quale requisito 
necessario per riscrivere la storia? 

In questo momento ci rendiamo conto che scontri di 
potere e interessi formalmente divergenti riservano 
a questo Leoncavallo plurale un’attenzione spropor- 
zionata e strumentale. 

Crediamo dunque utile guardare agli interessi 
materiali di quelle frazioni di classe che in questi luo- 
ghi hanno fissato la loro, provvisoria rappresentanza 
piuttosto che agli strepiti manovrati della stampa. 

Il diritto ad esistere di questi luoghi, il loro diritto 
all’autogestione, alla territorialità, crediamo sia 
sempre più vincolato alle risposte, dal basso, che 
saprannodaresui mille altridiritti negati: quali obiettivi 
per casa, lavoro, sanità immigrazione, contro raz- 
zismo, proibizionismo ecc.: quali percorsi? 

I territori rappresentano lo spazio complesso, il 
reticolo di relazioni produttive e sociali, nel quale tali 
percorsi si vanno svolgendo. E’, pensiamo, la 
concreta risposta alle politiche antipopolari che 
rappresentano il nostro pluridecennale orizzonte 
nonché l’opposizione più chiara aifascismi d’Europa 
(compreso quello padano). 

Ai compagni rivolgiamo l'idea che le occasioni per 
assommare questo lavoro sono destinate ad 
aumentare e devono essere colte. A cominciare 
dalla manifestazione del 25 settembre a Roma, dove 
sarebbe utile che centri sociali, lavoratori autor- 
ganizzati, associazioni, fuori e nonostante lebandiere 
di partito, costituissero l’aspetto visibile di questa 
nuova e multiforme rappresentanza. 

In ultimo comunichiamo l'intenzione di rompere una 
consuetudine lunga come i diciotto anni della nostra 
storia e che ha visto, noi come milioni di proletari, 
frequentare i tribunali della repubblica in quanto 
vittime oppure imputati di una giustizia differenziale 
ed'emergenza: sabato4 settembre presso iltribunale 
di Milano alle ore 10, l'Associazione delle Mamme 
del Leoncavallo per i centri sociali autogestiti, terrà 
una conferenza stampa in occasione della 
presentazione di un esposto denuncia relativo alle 
dichiarazioni rese da Bossi a Boario Terme. 

CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 


eoi milano - ottobre 1 993 


3 



Centro Sociale Leoncavallo 


4 File : LK30906.TXT 


L’AUTODIFESA 
NON E’ REATO 

Per ie donne che subiscono la violenza sessista. 
Pergliimmigratichesubisconole aggressioni razziste. 
Per tutti i soggetti deboli che vivono lo sfruttamento 
e l'emarginazione. 

Il 22 settembre lo stato processa una donna perchè 
possedeva nella borsetta una bomboletta 
antiaggressione, legale in Germania e in Francia in 
quanto innocua e considerata arma impropria in 
Italia. 

IN UNO STATO DOVE LA VIOLENZA 
SESSUALE VIENE CONSIDERATA 
SOLO UN REATO CONTRO LA MO- 
RALE, RIVENDICHIAMO IL DIRITTO 
ALL’AUTODIFESA. 

PRESIDIO AL TRIBUNALE MERCOLEDÌ 22 
SETTEMBRE 1993, ALLE ORE 9.00. 

CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO. 


5 File : LK30912.TXT 


APPELLO A TUTTE LE DONNE, 
GLI IMMIGRATI E TUTTI COLORO 
CHE SUBISCONO LA VIOLENZA 
DEI PIU’ FORTI. 


Il 22 settembre il tribunale di Milano processa una 
donna per detenzione di arma impropria, perchè 
durante una perquisizione ad un fermo di polizia, gli 
è stata trovata nella borsetta una bomboletta 
antiaggressione, proveniente dalla Germania dove 
l’uso e la vendita è legale. 

La Germania non è l’unico stato dove l’uso di tale 
bomboletta viene consigliata dalla polizia alle donne, 
mentre in Italia si consiglia loro di stare in casa, 
anche la Francia ed altri stati europei consigliano 
l’uso di questo strumento di difesa in casi di 
aggressioni sessiste. 

Infatti prima di ogni altra considerazione bisogna 


sottolineare l’innoquità della sostanza contenuta 
nella bomboletta che non provocadanni irreversibili, 
ma solo un’irritazione momentanea agli occhi in 
modo tale da facilitare la fuga per la vittima. 

Inoltre non può essere uno strumento di attacco 
perchè l’effetto si ottiene solo a distanza molto 
ravvicinata, non più di mezzo metro, e la durata è di 
pochi secondi. 

Detto questo è necessario un’analisi più politica della 
situazione italiana in termini di diritto alla difesa. 

In Italia esiste anche su questo una discriminazione 
di classe: chi ha una proprietà da difendere può 
tranquillamente fare il porto d’armi e avere licenza di 
uccidere, mentre tutti quei soggetti deboli che hanno 
solo se stessi da difendere devono solo sperare 
nell’intervento della polizia. 

Questa è la reale motivazione percui in italia l’uso di 
tale strumento di difesa è illegale; non interessa alla 
giustizia il numero sempre crescente dì violenze 
sessuali, considerato dalla legge italiana ancora un 
reato contro la morale e non contro lapersona; è cosi 
evidente che lo stupro non viene considerato una 
grave violenza da combattere a livello culturale e 
materiale, in questi casi, come per le 12 donne 
uccise questa estate, i giornali si colorano di giallo- 
rosa e fanno a gara a sbattere in prima pagina le 
mostruosità di tali delitti che in altri periodi dell’anno 
sarebbero stati dimenticati in qualche pagina di 
cronaca locale, ma nessuno fa qualcosa di concreto. 
A questa giustizia non interessa che i casi di 
aggressioni raziste e fasciste au mentano neiconfronti 
di immigrati di colore perchè sono conformi ad una 
politica razzista e xenofoba che lo stato con le sue 
leggi sta portando avanti. 

Il disinteresse verso i soggetti deboli, sfruttati ed 
emarginatisiesplicaanche eliminando ogni possibilità 
di difesa nella giungla del capitalismo, soggetti che 
nè leforze dell’ordine, nè lagiustizia hanno interesse 
a difendere. 

E’quindi necessario perquesti soggetti riappriopriarsi 
del diritto ad autodifendersi. 

E’ quindi per rivendicare con forza il diritto 
all’autodifesa che indiciamo unpresidiodilottadavanti 
al tribunale di milano il 22 settembre alle ore 9.00. 

CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 



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eoi milano - ottobre ì 993 


Centro Sociale Leoncavallo 


6 File : LK30916.TXT 


BASTA LICENZIAMENTI 
E SACRIFICI 
REDDITO GARANTITO 
PER TUTTI!!! 

Contro il governo Ciampi e la manovra finanziaria. 
Contro i tagli alla spesa pubblica su scuola e sanità 
e contro i licenziamenti di lavoratori precari e 
Insegnanti. 

Basta con i tagli alle pensioni. 

Per la riduzione deH’orario di lavoro a parità di salario, 
per lavorare meno e tutti. 

Per il reddito garantito a tutti i disoccupati. 
Solidarietà con gli operai di Crotone e di tutte ie 
fabbriche in lotta. 

Per il diritto alla casa per i la voratori italiani e 
immigrati. Contro ogni razzismo. 

Per il diritto all'esistenza e all’autogestione di tutti i 
centri sociali occupati. 

Per l’autorganizzazione dentro e fuori i luoghi di 
lavoro, contro i sindacati di stato. 

In difesa dei referendum sociali su sanità e pensioni 
e per l'abrogazione secca dell’art. 19. 

MERCOLEDÌ' 22 SETTEMBRE ORE 22.00 
ASSEMBLEA CITTADINA AL C.S. 

LEONCAVALLO 

SABATO 25 SETTEMBRE ORE 15.00 
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA 
partenza da Piazza Esedra 

IL CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 
ORGANIZZA I PULLMAN PER ROMA: 

Per informazioni tel/fax. 26140287 o 0337-328455 

CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 
RADIO ONDA DIRETTA 



7 File : LK30917.TXT 


CONTRO I VECCHI E NUOVI 
PADRONI DELLA CITTA’ 

In questi anni abbiamo assistito al saccheggio della 
città da parte delle grandi società finanziarie e 
immobiliari. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: 
cementificazione dei quartieri, progetti speculativi 
sulle aree dismesse, costruzioni di abitazioni di lusso 
rimaste vuote in quanto troppo care per la maggior 
parte dei Milanesi. 

T utto questo con l’appoggio sistematico della classe 
politica che ha governato questa città. Qualcuno 
crede che le cose cambieranno, che la Lega non 
faccia gli stessi interessi speculativi dei signori del 
cemento. Basta un esempio su tutti per cambiare 
opinione: la vicenda legata alla fiera in città che 
porterà alla cementificazone del portello ed 
all’intasamento di un quartiere già poco vivibile di per 
sè. 

La Lega, il cui programma è la privatizzazione, farà 
di più, non solo la proprietà privata sulla città potrà 
fare il bello e il cattivo tempo a svantaggio di chi ci 
abità, ma anche la proprietà pubblica diventerà 
privatà. E’ il caso di Immobiliare Italia, l’organismo 
costituito proprio per vendere tutte le proprietà dello 
stato e buona parte dello IACP, siano esse arre verdi 
o costriute. 

La proprietà privata, quindi, non si tocca e la proprietà 
pubblica si vende al privato, così si elimina ogni 
possibilità di migliorare la qualità della vita con 
l’ampliamento del verde pubblico, la costruzione di 
spazi sociali, asili, eservizi, di dare unasoluzione agli 
85.000 sfratti pendenti. 

Non è ancora tutto, in difesa della proprietà privata 
si attaccano i centri sociali e le case occupate, che 
sono una risposta concreta contro la speculazione e 
per il soddisfacimento dei bisogni. 

Sono molte, infatti le famiglie, i giovani, gli immigrati, 
che non potendo pagare gli alti costi imposti dal 
canone nero prima, adesso dall’aff ito libero, occupano 
le case sfitte perchè è l'unica soluzione che rimane 
e sempre meno sono coloro che possono diventare 
proprietari di una casa. 

E’ PER TUTTI QUESTI MOTIVI CHE DIVENTA 
NECESSARIO UNIRSI PER DIFENDERE I 
BISOGNI COLLETTIVI, IMPEDENDO LA 
SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE 
PUBBLICO. 

CREARE UN GROSSO MOVIMENTO CHE 
CHIEDA LA REQUISIZIONE DEL PATRIMONIO 
SFITTO DELLE GRANDI SOCIETÀ' 

IMMOBILIARI E FINANZIARIE E LA SUA 
ASSEGNAZIONE AGLI SFRATTATI E A CHI 
NON HA ANCORA UNA CASA. 


eoi milano - ottobre 1 993 


5 


Centro Sociale Leoncavallo 


COSTRURE UNA RETE ANTISFRATTO E 
DIFENDERE LE OCCUPAZIONI GIÀ' 

ESISTENTI, SIANO ESSE CASE O CENTRI 
SOCIALI. 

AMPLIARE LE OCCUPAZIONI NON SOLO 
COME RISPOSTA Al BISOGNI, MA COME 
GIUSTA RIAPPROPRIAZIONE DEI DIRITTI 
NEGATI. 

CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO 


8 File: LK30918.TXT 


COMUNICATO STAMPA DEL CENTRO 
SOCIALE LEONCAVALLO IN 
RIFERIMENTO ALL’ARTICOLO DE IL 
GIORNALE DEL 18 SETTEMBRE 1993. 

Ancora una volta la redazione de "Il Giornale”, 
dimostra di essere u na cassa di risonanza de Ila Lega 
Lombarda, lanciando messaggi allarmistici, in 
occasione della presenza di Bossi a Milano , così da 
consentire assurde e paranoiche militarizzazioni di 
polizia e carabinieri in tutto il quartiere dove si trova 
il Centro Sociale Leoncavallo. 

L’articolo comparso oggi sul Giornale non ha sorpreso 
affatto il Centro Sociale Leoncavallo. 

In esso si afferma che il Comune di Milano ha 
autorizzato la demolizione del Centro cosicché ora la 
competenza passa interamente nelle mani della 
Questura e della Prefettura. 

L’articolosi riferisce altresì adun incontrosegretotra 
il sindaco Formentini ed il questore Achille Serra. 

In proposito riteniamo precisare che l'autorizzazione 
alla demolizione è un fatto esistente già dal 1989, 
quando il Comune di Milano autorizzò la proprietà 
Cabassi a portare le ruspe per demolire il Centro . In 
quell'occasione il Centro Sociale pressoché 
interamente raso al suolo, fu ricostruito con la 
mobilitazione e la solidarietà internazionale e 
nazionale. 

Ricordiamo che allora, dopo le imponenti 
manifestazioni a seguito dellademoiizione del centro, 
il Comune di Milano scaricò interamente le 
responsabilità sulla Questura e sulla Proprietà. 
Oggi si tenta ancora una volta un colpo di mano 
pensando in questo modo di accontentare l’elettorato 
leghista. 

Ma ancora una volta la responsabilità viene 
interamente scaricata sulla Questura. 

Riteniamo che un eventuale attacco del Centro 
Sociale Leoncavallo, determinerà una pronta e 
imponente mobilitazione che provocherà 


necessariamente gravi difficoltà di gestione politica 
all'attuale amministrazione leghista. 

Osserviamo in proposito che recenti sondaggi hanno 
dimostrato che anche l’elettorato leghista è 
perfettamente cosciente che l'eventuale sgombero 
del Centro Sociale è un modo come un altro per 
nascondere i reali problemi e disagi di questa 
metropoli, problemi per i quali il Centro Sociale si 
batte da anni quotidianamente per difendere le 
diversità, le minoranze etutti gli sfruttati e idisoccupati. 

Centro Sociale Leoncavallo 


9 File : LK30928.TXT 


Il 2 ottobre un pretore del tribunale di Milano 
interrogherà 12 persone come imputati per 
l’occupazione abusiva del Centro Sociale 
Leoncavallo, attivo nell’area oggi di proprietà del 
gruppo Cabassi, fin dal 18 ottobre 1975. 

Un atto, quest’interrogatorio, in linea con le ultime 
determinazioni della giunta milanese volte alla 
demolizione degli immobili e alla successiva 
riedificazione di palazzi destinati ad uso terziario e 
altoresidenziale. 

Le decisioni della giunta di Milano sul Portello-Fiera 
e sull'area del Leoncavallo perpetuano quella logica 
di governo che ha sempre visto prevalere gli interessi 
individuali su quelli collettivi; gli interessi speculativi 
edella rendita urbana su quelli di gruppi e associazioni 
volti ad una diversa qualità dell'abitare, del 
relazionarsi, della cultura. 

Gesti eloquenti, queste scelte amministrative, che 
dovrebbero chiarire oltre ogni finzione quali interessi 
materiali, quali ceti sociali, hanno spinto la lega Nord 
al governo di Milano e in quale truffa sono incorsi 
invece coloro che in ragione di una speranza di 
cambiamento della propria vita hanno affidato ad 
essa la città. 

Il C.s. Leoncavallo appartiene a quel movimento 
composito che si è fatto portatore di bisogni sociali 
e collettivi, laddove questi sono stati invece 
costantemente negati, nella loro soddisfazione, se 
non nella loro stessa esistenza. 

Sgomberare e demolire è oggi, come in passato, un 
tentativo di cancellare l’opposizione reale, laddove 
questa significhi, con pratica quotidiana, denuncia 
dei circuiti della cultura mercificata ed assistita -in 
una città dove i mercanti d'arte diventano assessori 
in materia-; significa mettere in campo un ulteriore 
armamentario neltentativo di ricondurci ad un modello 
sociale, apparentemente laborioso e produttivo, dove 
il tempo libero è interamente tempo di consumo, e le 
reti della socialità si sovrappongono a quelle della 
distribuzione delle merci; ma significa anche colpire 
quelle nuove forme della rappresentanza, di base e 


6 


ecn milano - ottobre 1 993 


Centro Sociale Leoncavallo 


minimali, che stanno esprimendo, ancora in ordine 
sparso, un po in tutto il paese, conflitto politico: dal 
lavoro alla casa, alla sanità, all’uso del terrirorio fin 
dentro le mura delle carceri. Una miriade di 
autorganizzati, autogestiti, cobas, collettivi, consigli 
fuori e a volte in aperta rottura con le rassicuranti 
deleghe del passato. 

Nel piccolo del nostro, è un passaggio giudiziario, 
quello imbastito con questi interrogatori, che ha il 
sapore di un atto politico volto ad altri scopi che non 
lacelebrazione di un improbabile processo contro 1 2 
tra i mille che hanno occupato e occupano felicemente, 
con abusiva legalità, il centro sociale: che senso ha 
se non predisporre per viagiudiziariaquell'ordinanza 
di sgombero che il Comune di Milano ha già, pervia 
amministrativa - stato pericolante degli immobiiil- 
indipendentemente raggiunto? 

Da alcuni giorni il C.S. Leoncavallo è entrato in una 
fase di mobilitazione e assemblea permanente; il 
problema che poniamo non è la richiesta di una 
solidarietà generica o materiale che sia, quanto 
quello di identificare nella vicenda di quest'area un 
elemento del conflitto che oppone scelte diverse e 
possibilità per il governo della città: da una parte gli 
interessi forti di sempre, della rendita e della 
speculazione edilizia e commerciale, dall'altra infiniti 
leoncavalli, determinati a sperimentare, in forme e 
contenuti differenti, una vita diversa in questa città. 

Milano, 29 settembre 1993 
Centro Sociale Leoncavallo 


10 File : LK31012A.TXT 


COMUNICATO STAMPA 
Milano, 12 ottobre 1993 - Centro 
Sociale Leoncavallo 

L'Assemblea cittadina tenutasi al Centro Sociale 
Leoncavallo ha ribadito i diritti di territorialità e 
autogestione quali elementi irrinunciabili per la 
riallocazione dell'esperienza del Centro Sociale in 
qualsiasi altra area, compresa quella del Parco 
Trotter, oggetto di un provvedimento prefettizio nel 
pomeriggio di ieri. 

L’Assemblea ha rilevato con estrema preoccupazione 
all'interno del provvedimento un termine ultimativo di 
48 ore per il rilascio degli immobili oggi occupati dal 
Centro Sociale Leoncavallo, laddove invece non 
vengono definite modalità etempi per l'insediamento 
nei "nuovi” spazi. 

Iltermine imposto dimostra che il Comitato Provinciale 
per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza, organo al quale 
fa riferimento il prowedimento, non ha assolutamente 
idea delle problematiche ad esso inerenti, tantomeno 


di quelle relative al quartiere ed alla città. 

Nessuna visione, se non fotografica, è stata presa 
degli immobili siti al Parco Trotter, in criminale 
abbandono da vari decenni e oggi murati 
integralmente, privi inoltre di energia elettrica e di 
impianti idrici. 

Per tutti questi motivi l'Assemblea di stasera si è 
espressa esplicitamente contro questa soluzione 
considerandola un ultimatum e per una mobilitazione 
permanente di tutte le realtà presenti nella città di 
Milano ed interessate ad affrontare seriamente i 
problemi degli spazi sociali. 

Molte realtà, tra le quali i docenti in lotta del Parco 
Trotter e alcuni rappresentanti del Consiglio di Zona 
11, hanno espresso all'interno dell’Assemblea 
l'esigenza, nella totale assenza delle istituzioni 
comunali, di trovare forme di convivenza e di 
progettualità politica insieme all'Associazione 
mamme del Leoncavallo e aifrequentatoridel Centro 
Sociale. 

Al termine tutti i presenti sono scesi in corteo 
manifestando in forma visibile la volontà di 
mobilitazione per i prossimi giorni. Tutte le realtà 
dell’Assemblea hanno ribadito la necessità della 
difesa dell’esperienza politica del Centro Sociale 
contro ogni decisione prefettizia che possa tradursi 
in un atto repressivo. 

Nel corso della partecipata manifestazione, attraverso 
un quartiere completamente militarizzato, non sono 
stati incontrati i missini ed i leghisti ai quali, 
provocatoriamente, la questura ha dato 
l’autorizzazione a manifestare in Viale Padova, nelle 
vie adiacenti al Centro Sociale. 

L’Assemblea permanente - aperta a tutti - tornerà a 
riunirsi domani sera alle h. 21.30 (dall’invito a 
parteciparvi sono esclusi i giornalisti). 


11 File : LK31012C.TXT 


FUORI DALLE TRINCEE 

In 18 anni di occupazione il Centro Sociale 
Leoncavallo ha rappresentato non solo un luogo di 
aggregazione giovanile e marginale ma uno spazio 
in cui realizzare delle forme di autogestione e 
soddisfacimento dei bisogni dal basso, attraverso le 
svariate attività politiche, sociali e culturali che lo 
hanno caratterizzato: scuola e cucina popolare, 
corsi di italiano per immigrati, centri di 
documentazione, di autodifesa legale e consulenza 
agli sfrattati, collettivi di lotta per il diritto alla casa al 
reddito, attività culturali, laboratori video efotografici, 


eoi milano - ottobre 1 993 


7 



Centro Sociale Leoncavallo 


serigrafia ecc. 

I centri sociali non hanno svolto solo funzioni, ma 
hanno espresso un contesto di relazioni sociali nei 
territori metropolitani contrastando la distruzione 
delle solidarietà e dei rapporti sociali che 
caratterizzavano l'antica composizione dei quartieri. 
Hanno reso possibile l’emergere di forme di 
autogoverno del territorio imponendo pratiche di 
democrazia diretta che hanno saputo contrastare le 
scelte territoriali di imprenditori, politici e 
amministratori corrottiche da tempo hanno progettato 
questa zona a misura del loro profitto e non dei 
bisogni dei suoi abitanti. 

II diritto all’esistenza dei centri sociali non può più 
essere visto solamente come ladifesadi una singola 
esperienza, ma va inserita all'interno di una più 
ampia piattaforma sociale: per il diritto alla casa, al 
reddito, alla scuola, alla salute e alla vivibilità del 
territorio. Territorialità e autogestione, quindi, come 
punti irrinunciabili perl’esistenzadi queste esperienze. 
Non solo, dunque, occupare una nuova sede per il 
Leoncavallo, ma stabilirvi, un centro, laboratorio 
politico, delle scelte territoriali. Il Centro Sociale 
Leoncavallo intende cercare in sede di discussione 
e progetto la coesistenzadi esperienze assai diverse 
tra loro predisponendo le soluzioni tecniche idonee 
ad una sua riallocazione aH’internodel Parco T rotter. 
In mancanza di questo accordo preventivo tra genitori 
e insegnanti e realtà operanti al suo interno il Centro 
Sociale si rifiuta di innescare conflitti tra chi vive già 
una drammatica carenza di servizi che, tra l'altro, le 
politiche della nuova giunta tendono ad aggravare, 
denunciamo anche l’evidente irresponsabilità della 
giuntadi Milano checonlasuapoliticahadeterminato 
queste situazioni dimostrando di essere incapace di 
governare la città. Invita inoltre tutte le forze politiche 
e sociali e quanti si battono con lui per una soluzione 
dell'intero e complesso problema a mobilitarsi contro 
possibili gravi azioni ai danni del Centro Sociale, 
nella convinzione che ancora una volta saranno i 
soggetti deboli della città a pagare le volontà dei forti. 

Per quanto ci riguarda lotteremo con ogni mezzo 
necessario affinchè: 

* l'area di Via Leoncavallo Via Mancinelli continui ad 
essere destinata ad uso collettivo e sociale come 
lo è stata nei fatti in questi anni 

* l'area del Trotter venga aperta al quartiere e 
riqualificata con progetti che prevedano la 
costruzione di servizi sociali e culturali, da decidere, 
oltre che con le struttre già esistenti, anche con gli 
abitanti del quartiere e gli occupanti del Centro 
Sociale Leoncavallo 

* sia messa un'ipoteca sul destino delle aree di 
proprietà del demanio che vengono vendute dallo 
stato, alcune attualmente verde pubblico (es. Via 
Tarabella) e che ben difficilmente la Lega Nord 
intende sottrarre alla privatizzazione e alla loro 
successiva cementificazione 

* sia data battaglia contro le grandi opere viarie di 
attraversamento (la Gronda Nord ad es.) 


* per definire la permanenza delle occupazioni delle 
case esistenti nella zona, formarne di nuove 
contrastare gli sfratti in particolare valorizzando ed 
estendendo l’esperienza di lotta per la casa e la 
ristrutturazione territoriale, sviluppata nell'ultimo 
anno. 

CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 
Milano, 12 ottobre 1993 


12 File: LK31012B.TXT 


COMUNICATO STAMPA 

Nella mattina di oggi una delegazione del Centro 
Sociale Leoncavallo e di altre realtà autogestite 
milanesi, compresi due genitori dei bambini del Parco 
Trotter ha incontrato il Questore di Milano e il capo 
della polizia Parisi. 

Nelcorsodella riunione l’Associazione delle Mammme 
del Leoncavallo è stata messa ufficialmente a 
conoscenza dell’ordinanza del Prefetto che 
“requisisce" alcune palazzine site nell'area del Parco 
Trotter, che verrebbero loro “assegnate” in 
rappresentanza del Centro Sociale Leoncavallo, 
contestualmente viene data operatività alla richiesta 
di Marco Formentini, Sindaco di Milano per la Lega 
Nord, di sgombero del Leoncavallo per consentire la 
demolizione. Il tutto a partire da 48 ore dalla notifica 
del decreto prefettizio. Le obiezioni del Centro Sociale 
Leoncavallo rese in sede di riunione non sono state 
minimamente prese in considerazione; in particolare 
non è stato minimamente reso in considerazione 
l’esigenza in altre parti del T rotterconf inanti di scuole 
e realtà preesistenti con le quali il Centro Sociale 
Leoncavallo intende cercare in sede di discussione e 
progetto la coesistenza di esperienze assai diverse 
tra loro, predisponendo le solizioni tecniche idonee. 
In mancanzadiquesto accordo preventivo tragenitori, 
insegnanti e realtà operanti nel Leoncavallo il Centro 
Sociale si rifiuta di innescare conflitti tra chi vive già 
una drammatica carenza di servizi che, tra l'altro, le 
politiche della nuova giunta tendono ad aggravare. 
Il Centro Sociale Leoncavallo denuncia l’evidente 
irresponsabilità della giunta di Milano che con la sua 
politica hadeterminatoquestasituazionedimostrando 
di essere incapace di governare la città invita inoltre 
tutte le forze politiche e sociali contro possibili gravi 
azioni ai danni del Centro Sociale e quanti si battono 
con lui per una soluzione dell’intero e complesso 
problema, nella convinzione che ancora una volta, 
saranno i soggetti deboli di questa città a pagare le 
volontà dei forti. 

Milano, 12 ottobre 1993 
CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 


8 


ecn milano - ottobre 1 993 


Centro Sociale Leoncavallo 


13 File : LEOAP.TXT 


FUORI DALLA TRAPPOLA! 

Nella mattina di oggi, Martedì 12 ottobre, una 
delegazione del Centro Sociale Leoncavallo e di 
altre realtà autogestite milanesi, compresi due genitori 
dei bambini del parco T rotter ha incontrato il questore 
di Milano e il capo della polizia Parisi. Nel corso della 
riunione l'Associazione delle Mamme del Leoncavallo 
è stata messa ufficialmente a conoscenza 
dell'ordinanza del Prefetto che “requisisce 1 ’ alcune 
palazzine site nell'area del Parco per "assegnarle” al 
centro. Allo stesso tempo viene data operatività 
all'ordinanza del sindaco di Milano, Formentini, di 
sgomberodel Leoncavallo e immediatademolizione. 
Il tutto a partire da 48 ore dalla notifica del decreto 
prefettizio. Mentre stiamo scrivendo si alternano 
comunicati, appelli del sindaco leghista, notizie di 
trattative rifiutate e accettate, ma nessuno degli 
organi d’informazione ufficiali spiega come stanno 
andando veramente le cose. Durante l'incontro con 
Parisi, avuto nostro malgrado, le obiezioni sollevate 
dal centro sociale, non sono state minimamente 
considerate. Obiezioni, badate bene, non sul sito 
dove il Leoncavallo dovrebbe proseguire la sua 
attività, ma sulle modalità imposte dalle scelte del 
governo e dalla Lega. Il Parco Trotter ospita già 
alcune realtà, tra cui una scuola con 900 bambini, è 
persino ovvio che qualsiasi tipo di convivenza possibile 
va ricercata attraverso un percorso di discussione, 
progettualità, confronto che renda la coesistenza di 
realtà molto diverse tra loro una conquista e non un 
evento per decreto. Tra l'altro questo va raggiunto 
predisponendo le soluzioni tecnico-strutturali 
adeguate. Ma questo non può avvenire in presenza 
di un ultimatum che rinchiude in un ricatto inacettabile, 
la possibilità di risolvere politicamente questa 
questione. Vanno rese pubbliche le minacce che 
corredano la scadenza dei due giorni prima 
dell'intervento repressivo: morti, feriti, una lista di 
dodici compagni del movimento in "ostaggio" del 
Ministero degli Interniche pagherebbero con ilcarcere 
più di altri, intervento dei corpi speciali di polizia e 
carabinieri, assalto notturno e "regolamento di conti” 
finali , etc. 

Il Centro Sociale si rifiuta di innescare conflitti con chi 
vive già una drammatica carenza di servizi che tra 
l'altro le politiche della giunta leghista tendono ad 
aggravare. Il gioco tra il governo e la Lega è una 
partita di palazzo, poco importa se a farne le spese 
sono i semplici cittadini! Come uscire da questa 
trappola se non riconquistando, attraverso la 
mobilitazione di tutta la sinistra sociale; le sorti del 
centro sociale, del Parco Trotter, del quartiere, le 
sorti cioè di una battaglia politica e sociale per 
l’affermazione dei diritti negati sopra alle logiche di 


potere, speculative, di arroganza che opprimono le 
nostre città? Crediamo che ilgioco perverso innescato 
da Lega e governo vada ribaltato: da un lato la 
riaffermazione forte che il Leoncavallo, la sua 
esperienza di 18 anni di occupazione, tutto ciò che 
è e rappresenta, va messo nelle condizioni effettive 
di continuare ad esistere, autogestito e nel suo 
territorio; ne consegue che le condizioni perchè 
Parco T rotter diventi il nuovo spazio dei Leoncavallo 
vanno ricercate e costruite realmente con itempiche 
richiede questa scelta e questo percorso. Dall'altro 
lato va colta l’opportunità pertutta la sinistra sociale, 
nelle sue differenze e pluralità, di aprire i percorsi 
unitari di un'opposizione credibile ai "nuovi" e ai 
"vecchi" padroni delle città. Perchè tutto questo 
possa avvenire, perchè la trappola del gioco al 
massacro sia disinnescata, l’ultimatum va svuotato 
con una mobilitazione di massa permanente davanti 
al centro sociale, che veda giorno e notte, la 
partecipazione di migliaia di persone, di tutti coloro 
che sono passati in questi giorni, di tutte quelle realtà 
ed esperienze che si riconoscono in questa battaglia 
sociale. Per questo lanciamo un appello perchè inizi 
da mercoledì 1 3 ottobre, in occasione dello spettacolo 
di Dario Fo e Franca Rame, una presenza pacifica e 
di massa che conquisti il tempo utile a sbloccare 
questa situazione. Non ci stiamo giocando solo il 
Leoncavallo, ma anche la possibilità per tutti di 
affermare i diritti negati dall’autoritarismo e dalla 
nuova destra sociale. 

DA MERCOLEDÌ’ TUTTI AL LEONCAVALLO! 


14 File : MI31014A.TXT 


LETTERA APERTA 
A TUTTE LE REALTÀ’ 
SOCIALI ED ABITATIVE 
OCCUPATE, AUTOGESTITE 
ED AUTOORGANIZZATE 

Il grosso livello di attenzione e di solidarietà creatosi 
attorno al Centro Sociale Leoncavallo, evidenzia che 
ormai sono mature le condizioni per una battaglia 
cittadina per il riconoscimento di tutti gli spazi sociali 
ed abitativi occupati od autogestiti. A M ilano, insieme 
al Centro Sociale Leoncavallo, esistono decine di 
realtà grandi e piccole, case occupate, associazioni, 
centri sociali, che hanno sottratto pezzi di questa 
città al degrado ed alla speculazione non solo per 
abitarci dentro, ma anche per costruirvi liberamente 


eoi mìlano - ottobre 1 993 


9 


Centro Sociale Leoncavallo 


forme di solidarietà collettiva e di autogestione. 
Tutte queste realtà sono minacciate dalla 
speculazione appoggiata ieri dalla giunta di Craxi ed 
oggi da quella di Bossi. Non è possibile limitarsi ad 
attendere gli eventi o a porsi sulla scia di una 
eventuale soluzione positiva della battaglia per il 
Leoncavallo. 

La migliore maniera di sostenere il Leoncavallo è che 
ogni realtà diventi soggetto attivo di questa battaglia 
cittadinaperil riconoscimento, partendo innanzitutto 
da sè stessi. 

INDIVIDUIAMO POSSIBILI ELEMENTI SU 
CUI FONDARE QUESTA BATTAGLIA: 

1) Autodeterminazione delle singole situazioni che 
nei rispetto della loro specificità e nel rispetto delle 
loro differenze, definirebbero i termini del 
riconoscimentoda rivendicare: acquisizione pubblica 
degli spazi ed assegnazione agli occupanti qualora 
la proprietà sia privata, riconoscimento delle 
occupazioni qualora sia pubblica, offerta di sedi 
alternative o altro ancora. 

2) Per riconoscimento non si intende 
necessariamente la risoluzione contemporanea e 
definitivaditutte le occupazioni da parte del Comune, 
ma il fatto che su ogni singola realtà minacciata si 
riversi la forza e la solidarietà di tutti a sostegno della 
battaglia per il suo riconoscimento. 

3) Centralità del principio di autogestione come 
praticatica quotidiana collettiva di lotta e di 
sperimentazione di diverse forme di socialità e per 
una diversa qualità della vita. 

4) Questo percorso non dovrebbe limitarsi al solo 
circuito dell’area dei Centri Sociali e delle case 
occupate ma dovrebbe essere allargato a tutte le 
associazioni o circoli che nei modi più disparati 
praticano forme orizzontali di autogestione collettiva 
sul terreno culturale, artistico, sociale e politico, ed 
a tutte le realtà che agiscono sul terreno della lotta 
per la casa e di un diverso uso del territorio, e a tutti 
i movimenti di opposizione presentì nel sociale. 

INVITIAMO TUTTE LE REALTA’ INTERESSATE A 
UN PRIMO MOMENTO DI DISCUSSIONE DA 
TENERSI DOMENICA 17 OTTOBRE ALLE ORE 
21.30 PRESSO IL C.S. LEONCAVALLO DOVE 
PROPORREMO LA PROMOZIONE DI 
UN’ASSEMBLEA PUBBLICA ALLARGATA DA 
TENERSI AL PIU’ PRESTO POSSIBILESU QUESTI 
ARGOMENTI. 

Milano, 14/10/93 

PERGOLA TRIBE - GARIGLIANO - COX 18 - 
LEONCAVALLO - GARIBALDI - ASPROMONTE/ 
MANDRAGORA - CASCINA VAIANO VALLE - 
TRANSITI 28 - COMITATO PER IL CENTRO 
SOCIALE A B AGGIO 


15 File : LK31014A.TXT 


Il collettivo studenti in lotta, uno dei collettivi che si 
riuniscono nei locali del centro sociale Leoncavallo, 
vuole sottolineare, in seguito alle recenti polemiche 
e all' improvviso interessamento da parte dei mass 
media, delle istituzioni e di alcuni esponenti della 
classe politica che : 

- Il centro sociale è totalmente estraneo dal punto di 
vista politico, gestionale e finanziario a partiti e 
istituzioni 

- 1 militanti e i frequentatori abituali non accettano le 
strumentalizzazioni portate avanti dai partiti, che 
spesso, senza conoscere la nostrastoria.sischierano 
da un giorno all’ altro in maniera strumentale prò o 
contro il centro sociale, secondo i loro interessi e i loro 
giochi di potere. 

( Il neo sindaco Formentini e la giunta leghista 
"gonfiano" la ormai celebre "questione Leoncavallo” 
per mettere in secondo piano i reali problemi della 
città: occupazione, disagio giovanile, speculazione 
edilizia, istruzione,... 

...Mentre il prefetto Rossano, il Ministro degli interni 
Mancino e il capo della polizia Parisi ostacolano i 
piani della giunta, ma solo ed esclusivamente in 
nome degli interessi delle forze a cui 
appartengono. ..DC e P$l ). 

Quindi risulta chiaro come la “questione Leoncavallo” 
sia uno degli scenari in cui si manifesta lo scontro tra 
grandi poteri. 

Vogliamo ribadire la nostra estraneità ai "balletti di 
potere" che sono giocati sulla pelle dei militanti dei 
centri sociali e su quella degli abitanti dei quartieri 

Collettivo Studenti in Lotta 
e giovani del centri sociali 


16 File : LK31015.TXT 


BATTERE LA LEGA APRIRE 
SPAZI DI LIBERTA’ 

! Centri Sociali Autogestiti Occupati rappresentano 
sul territorio un luogo di ricomposizione degli operai 
dentro e fuori la fabbrica, di quel soggetto sociale 
formatosi in seguito alla ristrutturazione produttiva 
che ha investito l'Italia dalla metà degli anni '70. 
Non solo dunque un luogo di aggregazione esocialità 
marginale, ma costruzione dal basso di esperienze 
autorganizzate contro la logica della mercificazione 
dellaculturaedeltempo libero, contro lo sfruttamento. 


10 


eoi mikno - ottobre ì 993 



Centro Sociale Leoncavallo 


Questo nuovo modello organizzativo, basato sulla 
cooperazione sociale e la democrazia diretta ha 
prodotto molteplici iniziative politico-culturali: cucina 
popolare, gruppi teatrali, concerti, video, agenzie di 
comunicazione, radio, centro di documentazione, 
tipografia, serigrafia, bar, collettivi di lavoro sulle 
tematiche dell'antifascismo, carcere, AIDS, casa, 
lavoro, ecc. 

La Prima Repubblica natadaila resistenza concedeva 
formalmente diritti fondamentali quali reddito, casa, 
sanità, istruzione; di fatto il sistema economico- 
sociale non ha permesso il riconoscimento reale di 
questi. 

Anzi, la negazione esplicitadi questi diritti è elemento 
essenziale del passaggio alla Seconda Repubblica, 
di cui il neo-autoritarismo della Lega Nord è massima 
espressione. 

Per questo la riappropriazione di questi diritti negati, 
tra i quali, non ultimo, lo spazio sociale autogestito, 
è costretta a materializzarsi nell’illegalità. 

E' importante quindi ribadire che debba essere 
garantito il diritto all’autogestione degli spazi sociali 
e rispettata la territorialità nell'ambito della quale i 
centri sociali agiscono. 

Lo scontro politico tra Lega e Governo sulla "questione 
Leoncavallo” ha rischiatodi innescare unaguerratra 
poveri: ma il quartiere ha risposto unitariamente 
(genitori e docenti del Trotter e militanti dei 
Leoncavallo) contro una politica che tratta le persone 
come numeri, come problemi tecnici. 

Per questo motivo contro chi vorrebbe giocare sulla 
pelle dei “cittadini” puntiamo alla ricostruzione di un 
tessuto di comunicazione sociale e di solidarietà che 
caratterizzava gli antichi quartieri e che caratterizza 
i centri sociali. 

Su queste basi prepariamo una battaglia dal basso 
per la riconquista dei diritti negati partendo dal 
territorio in cui viviamo, aprendoci alla metropoli e 
rilanciandola su tutta la penisola. 

Promuoviamo il corteo di sabato 1 6 ottobre dalle ore 
1 6 considerandolo solo come una prima tappa di un 
percorso di lotta sociale che veda ricomporsi un 
fronte unitario di studenti, lavoratori, proletari 
immigrati, centri sociali uniti contro l’indirizzo 
economico sociale che il governo del paese sta 
prendendo. 

CENTRO SOCIALE LEONCA VALLO 

COLLETTIVO STUDENTI IN LOTTA 
E GIOVANI DEI CENTRI SOCIALI 


17 File : ASSCS17.TXT 


L’assemblea dei Centri Sociali, preliminare al 
convegno nazionale che si terrà a Napoli il 30 e 31 
ottobre, riunita al C.S. Leoncavallo di Milano nella 
giornata del 1 7 ottobre, esprime piena solidarietà al 


C.S. Leoncavallo e a tutti gli spazi sociali, colpiti o 
minacciati da provvedimenti repressivi di sgombero. 

Ribadisce come fondamenti del vasto percorso dei 
centri sociali i principi di territorialità e autogestione. 

Afferma con forza che la natura di questa identità è 
parte di un più vasto movimento di 
autoorganizzazione sociale che dal lavoro al territorio, 
dalla qualità della vita all'affermazione dei diritti, sta 
muovendo i primi passi di un lungo percorso di lotta 
e di opposizione a tutte le forme di potere e alla 
società dello sfruttamento. 

Rilancia la necessitàdi sottrarre le aree dismesse ai 
padroni della città e ai percettori della rendita 
speculativa per conquistarle invece ad un utilizzo 
sociale e collettivo, sottraendole alla 
cementificazione. 

Invita tutte le realtà di lotta su tutti i territori ad 
estendere in mille forme le iniziative contro la Lega 
e l’intera destra sociale. 

L’assemblea invita tutte le realtà a partecipare e 
sarà simbolicamente in piazza a sostegno della 
manifestazione per la casa e il lavoro indetta a 
Napoli lunedì 18 ottobre, così come alla 
manifestazione degli studenti a Torino giovedì 21 e 
a quella dei Centri Sociali a Roma di sabato 23 
ottobre. 


18 File : LK2010.TXT 


COMUNICATO STAMPA 

In merito alle ricorrenti voci sullo stato della presunta 
trattativa trai! C. S. Leoncavallo e le autorità' comunali 
e prefettizie specifichiamo che: 

Nessuna trattativa e' in corso tra il C. S. Leoncavallo 
e dette istituzioni; se non si voglia considerare tale 
una poco seria sequenza di affermazione e repliche 
a mezzo stampa. 

A quattro mesi dall'inizio di questa vicenda 
l’amministrazione comunale di Milano ha trovato 
ogni pretesto per non incotrare quelli che, suo 
malgrado, restano cittadini residenti che dispongono 
altresi’ di forme di rappresentanza legali e collettive. 
Questo fatto identifica con chiarezza, nel mezzo di 
ameni dibattiti sull’illegalita’ altrui, il senso di 
irresponsabilità' con cui agisce la giunta. 

A conferma di ciò ricordiamo che le aree identificate 
dal sindaco Formentini sono state scelte 
appositamente senza tener conto del criterio di 
territorialità’ che insieme all’autogestione rappresenta 


ecn milano - ottobre 1 993 


11 



Centro Sociale Leoncavallo 


uno dei requisiti preliminare alla soluzione della 
vicenda. 

Ricordando all’amministrazione comunale le risposte 
negative, date a suo tempo, circa i terreni agricoli siti 
in Via Lancetti e al Parco Delle Cave, invitiamo il 
sindaco Formentini ad occuparsi dei problemi di 
Ponte Lambro e di tutte le nostre degradate periferie 
facendo a meno della nostra presenza. 

Denunciamo infine l’irrealta' di ogni soluzione basata 
su ultimatum di 48 ore per il trasferimento del C. S. 
Leoncavallo, in una parte dell’Ex Marelli o in ogni 
altro spazio che, con i requisiti da noi indicati, il 
sindaco di Milano vorrà’ identificare. 

A tal proposito verrà’ indetta nei prossimi giorni una 
assemblea pubblica che vedrà’ presenti i compagni 
del C. S. Leoncavallo, i cittadini del Quartiere Adriano 
e le loro associazioni di riferimento. 


Centro Sociale Leoncavallo. 


19 File : MI31021A.TXT 


LETTERA ■ INVITO A TUTTE 
LE REALTA’ SOCIALI ED 
ABITATIVE OCCUPATE 0 
AUTOGESTITE, ED A TUTTE 
LE REALTA’ DI BASE ED 
AUTORGANIZZATE 

Il grosso livello di attenzione e di solidarietà creatosi 
intorno al centro sociale Leoncavallo, evidenzia che 
ormai sono mature le condizioni per una battaglia 
cittadina per il riconoscimento di tutti gli spazi sociali 
ed abitativi occupati o autogestiti, per il diritto alla 
casa e per un utilizzo a fini sociali del territorio e delle 
aree dismesse. 

A Milano esistono decine di realtà grandi e piccole, 
case occupate, associazioni, centri sociali, che hanno 
sottratto pezzi di questa città al degrado e alla 
speculazione non solo per abitarci dentro, ma anche 
per costruirvi liberamente forme di solidarietà e di 
autogestione collettiva. 

La maniera più incisiva di sostenere i Leoncavallo è 
che ognuna di queste realtà, oggi minacciata dagli 
speculatori e dai loro nuovi tutori leghisti, ne 
generalizzi la battaglia partendo da sè stessa e 


diventando soggetto attivo di questa battaglia 
cittadina per il riconoscimento. 

PROPONIAMO POSSIBILI ELEMENTI 
SU CUI FONDARE QUESTA 
BATTAGLIA 

1. Autodeterminazione delle singole situazioni che 
nel rispettodellalorospecificitàedelle loro differenze, 
definirirebbero i termini del riconoscimento da 
rivendicare: acquisizione pubblica ed assegnazione 
agli occupanti degli spazi di proprietà privata, 
riconoscimento degli occupanti o affitto a prezzi 
politici per gli spazi di proprietà pubblica, offerta di 
valide alternative o altro ancora. 

2. Per riconoscimento non s’intende 
necessariamente la risoluzione contemporanea e 
definitivadi tutte le occupazioni da parte del comune, 
ma il fatto che su ogni singola realtà minacciata si 
riversi laforzaelasolidarietàdituttiasostegnodella 
battaglia per il suo riconoscimento. 

3. Centralità del principio di autogestione come 
pratica quotidiana e collettiva di lotta e di 
sperimentazione di diverse forme di socialità e di 
una diversa qualità della vita. 

4. Inserimento di questo percorso di lotta di difesa e 
rilancio delle occupazioni e dell’autogestione, in una 
battaglia più generale contro i padroni della città, per 
un diverso utilizzo a vantaggio dellacollettività e non 
della speculazione privata, di tutte le aree dismesse 
e più in generale del territorio urbano. Questo 
allargamento della battaglia per il riconoscimento è 
necessario sia perchè è in quella direzione che la 
lotta degli spazi occupati può collegarsi a un più 
vasto fronte sociale e politico, e sia perchè la 
contestazione del modello di città voluto dal partito 
del mattone non è altro che logico sviluppo di quei 
principi fondamentali affermati dagli spazi occupati 
con la loro stessa esistenza. 

PER DISCUTERE DI TUTTE QUESTE 
TEMATICHE INVITIAMO tutti i centri sociali, le 
case occupate, gli organismi di lotta per il diritto 
alla casa o ad un diverso uso del territorio, i 
comitati di quartiere e le associazioni, le realtà di 
base ed autorganizzate, ad una ASSEMBLEA 
CITTADINA AL TEATRO DELL’ELFO Via Ciro 
Menotti, 1 1 - Martedì 26 ottobre - ore 21 

PERGOLA TRIBE - GARIGLIANO - COX 18 - 
LEONCA VALLO - GARIBALDI - 
ASPROMONTE/MANDRAGORA - CASINA 

VAIANO VALLE - TRANSITI 28 - COMITATO 
PER I LCENTRO SOCIALE A BAGGIO - SU LA 
TESTA - MICENE - CPU SCIENZE POLITICHE - 
ARCI CORVETTO - USI - KUNAMEN 


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ecn mikno - ottobre 1 993 



Centro Sociale Leoncavallo 


20 File : COMUN20.TXT 


Milano 20 ottobre 1993 ore 20.30 

Comunicato Stampa 

L’assemblea degli occupanti dell Centro Sociale 
Leoncavallo, appreso dai mezzi di informazione 
ufficiali della decisione prefettizia di designare come 
nuova sede del centro i locali in via Uccelli di Nemi 
nella zona 13 di Milano, rileva che: 

Tale decisione non tiene conto dei principi di 
territorialità espressi come irrinuciabili dal centro 
stesso, ma anzi sembra avere uno scopo tra il 
provocatorio e il punitivo, collocando le attività del 
centro in una zona fortemente degradata e priva di 
servizi. 

La scelta del prefetto si abbina inoltre al permanere 
della logica di ultimatum secondo la quale al centro 
stesso vengono concesse 48 ore dalla comunicazione 
ufficiale pertrasferirsi, prima di un intervento militare 
delle forze dell’ordine. 

In questo senso si rileva come questa scelta si 
collochi al di fuori di qualsiasi possibile percorso di 
risoluzione pacifica della “questione Leoncavallo”, 
soluzione che in questa luce la componente 
istituzionale sembra aver voluto cercare solo perchè 
pressata da una massiccia mobilitazione delle forze 
sociali, come è stato nei giorni passati. 

Pertanto, indiciamo per domani, giovedì 21 ottobre 
alle ore 1 2.00 una conferenza stampa nei locali del 
Centro Sociale Leocavallo, per rendere note in 
maniera più articolata possibile le nostre posizioni. 

Il Centro Sociale, unitariamente alle altre realtà 
sociali e autogestite di Milano prosegue nella sua 
campagna di mobilitazione e sensibilizzazione con 
iniziative e assemblee nei prossimi giorni. 

Centro Sociale Leoncavallo 


21 File : 28SCIOP.TXT 


28 Ottobre: ECCOCI! 

Se il cosiddetto sciopero generale sarà confermato, 
in quella o altra data, bisogna che i lavoratori e le 
lavoratrici lo tolgano di mano senza diplomazia a 
CGIL CISL UIL; che giungono all’ignobile paradosso 
di chiamare alla lotta per negare il conflitto (ciò 
significa rivendicare l'accordo del 3 luglio) e per 


contrapporre irresponsabilmente ai salariati le fasce 
deboli del lavoro autonomo (le uniche veramente 
colpite da questa minimum tax). 

Come militanti sindacali e del movimento di lotta che 
ha sostenuto la piattaforma e la manifestazione del 
25 settembre facciamo una precisa proposta a tutte 
le componenti sindacali, ai consigli, alle forze sociali 
e studentesche e soprattutto a tutte le concrete 
situazioni di resistenza di fabbrica e del pubblico 
impiego per realizzare un passo in avanti insieme. 
Dalla contestazione di piazza dello scorso autunno 
e dal No di massa all'accordo di luglio a un'iniziativa 
di lotta comune per imporre i nostri obiettivi a padroni 
e governo: il 28 ottobre, la visibilità ricercata ogni 
giorno con le occupazioni di stazioni ferroviarie e 
autostrade e altre azioni clamorose dei lavoratori, 
diventerà fortissima effettuando queste iniziative 
contemporaneamente in tutte le città possibili e per 
tutta la durata dello sciopero, lasciando i funzionari 
sindacali a parlare ai funzionari sindacali. 

Nessuna fuga dalle nostre responsabilità, 
determinazione nel raggiungimento degli obiettivi, 
un dopo-25 settembre di rilancio del conflitto in una 
parola, c’è bisogno di maturità e di emancipazione 
del movimento. 

‘‘Alle barricate compagni, alle barricate del cuore e 
dell'anima’’ (Majakowsy) 


COBAS SLA ALFA ROMEO 
COBAS SLA ANSALDO 
Comitato di Lotta Nuova Breda Fucine 
CS LEONCAVALLO 


22 File : MIASSELF.TXT 


COMUNICATO MOZIONE 

La sera del 26 ottobre 1993 si è tenuta al teatro 
dell'Elfo un'assemblea cittadina che promossa da 
una serie di centri sociali, case occupate ed 
associazioni (Pergola tribe, Garigliano, Cox 18, 
Leoncavallo, Garibaldi, Aspromonte/Mandragora, 
Cascina Vaiano Valle, Transiti 28, Comitato per il 
centro sociale a Baggio, Associazione “Su la testa”, 
CPU Scienze Politiche, Arci Corvetto) ha ricevuto 
l’adesione di Gorizia 28/Adrenaline. Gruppo rumori 
di Macherio, Colletivo spazi sociali di Saranno, 
Collettivo antagonista architettura, Laghetto, 
Klinamen, U.S.I., COBAS Alfa, SLA Milano, Rezzo 
della segreteria del PRC, Ponte della Ghisolfa, 
Comitato di quartiere Adriano, Città liberata, CTS 
Scaldasse, CSC Via Val Trompia, Unione inquilini, 
Rete operativa antirazzista, Comitato utenti 
biblioteca, Osservatorio oltre area 1 4, CSABonfadini, 
FLMU, Villa Amantea, Comitato per il rilancio dei 


ecn milano - ottobre 1 993 


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Centro Sociale Leoncavallo 


C.S. comunali, ARCI nova metromondo, Servizio 
civile internazionale. 

L'assemblea, che ha visto la partecipazione di oltre 
1 000 persone e l'intervento di decine delle situazioni 
presenti, ha approvato la seguente mozione nella 
quale: 

RIBADISCE 

la propria totale solidarietà al C.S. Leoncavallo ed il 
sostegno attivo alla battaglia che esso sta conducendo 
per il rispetto dei principi di territorialità e di 
autogestione, e contro la logica delle forche caudine 
e degli ultimatum. 

SI IMPEGNA 

affinchè venga promossa una battaglia cittadina per 
imporre il riconoscimento politico e 
l'autodeterminazione di tutte le realtà sociali e abitative 
occupate ed autogestite milanesi, contrastando in 
maniera unitaria e collettiva qualunque tentativo di 
sgombero che si verificasse in città nel futuro. 

AFFERMA 

che la battagliasi riconoscimento degli spazi occupati 
ed autogestiti sancisce l’attualità di una battaglia più 
generale sul diritto alla casa e per un utilizzo sociale 
delle aree dismesse, da condurre creando un fronte 
comune orizzontale con tutte le realtà di base che si 
muovono su questi terreni. 

SI IMPEGNA 

affinchè la lotta che le realtà occupate stanno 
conducendo peraff ermarei princìpi dell'autogestione 
e dell'autorganizzazione a partire dai diritti alla casa 
ed agli spazi sociali, si ricolleghi e si collochi all'Interno 
del più vasto mondo dell'autorganizzazione e 
dell'opposizione sociale ed alle battaglie che esso 
sta conducendo sui terreni del diritto al lavoro, al 
reddito, alla salute, ai servizi ecc. 

Con questo spirito aderisce alle mobilitazioni indette 
dai lavoratori autorganizzati e dal sindacalismo di 
base per i prossimi 28 ottobre e 12 novembre. 

ESPRIME 

la propria solidarietà ai C.S. di Brescia, Cremona ed 
al Gramignadi Padova recentemente sgomberati; ai 
disoccupati organizzati napoletani duramente colpiti 
dalia repressine poliziesca; al movimento bolognese 
che negli ultimi due giorni ha occupato uno spazio di 
proprietà dell'università per insediarvi un C.S. e la 
facoltàdiscienze politiche percontrastare la riduzione 
degli appelli. 

INDICA 

nell’ASSEMBLEA PERMATENTE PER I DIRITTI 
NEGATI, costituitasi proprio al teatro dell’Elfo a 
partire dall'assemblea cittadina dello scorso 17 
Giugno, il terreno di discussione e di iniziativa 
aH’interno del quale garantire continuità e concreta 


attuazione alle proposte ed alla ricchezza emerse in 
questa assemblea. 

Propone quindi come prossima data di riunione 
dell’assemblea permanente sabato 6 novembre alle 
ore 16.30 presso il C. S. Leoncavallo. 

L’ASSEMBLEA CITTADINA RIUNITASI AL 
TEATRO DELL’ELFO DI MILANO IL 26 
OTTOBRE 1993 


23 File : GB281 093. ASC 


PIENA RIUSCITA DELLO SCIOPERO 
AUTORGANIZZATO 

5000 lavoratori delle fabbriche e del settore pubblico, 
insieme ai precari, agli studenti e ai centri sociali 
milanesi sono scesi in lotta in modo autoorganizzato 
contro la finanziaria e contro il padronato, in difesa 
dell'occupazione e dello stato sociale, nello spirito e 
nei contenuti della manifestazione del 26 settembre 
a Roma. 

Un corteo è partito da Porta Venezia, unitario con 
tutti i lavoratori in lotta, ma separato da CGIL-CISL- 
UIL, la cui piattaforma rivendicava l’applicazione 
dell’accordo del 3 luglio, respinto dalla massa dei 
lavoratori in tutta la provincia di Milano. 

Giunto in p.za Duomo il corteo autoorganizzato ha 
letteralmente tagliato in due la piazza e - dopo una 
vivace contestazione dell’oratore ufficiale Angelo 
Airoldi- ha proseguito fino all’Assolombarda, 
concludendosi con un comizio-assemblea di tutte le 
realtà autorghanizzate. 

Ribadiamo che la negazione agli aotoorganizzati di 
P.za della Scala, che rappresenta simbolicamente i 
centri del potere economico e politico (da Mediobanca 
a Palazzo Marino), è inaccettabile e lavoreremo per 
impedire qualsiasi limitazione al diritto di 
manifestazione. 

Le forze autoorganizzate proseguiranno nelle 
prossime settimane iniziative di lotta unitariamente 
convocate e decise. 


COBAS/SLA ALFA ROMEO ARESE, COBAS/ 
SLA ANSALDO SESTO S.G., COMITATO DI 
LOTTA N. BREDA FUCINE, COORDIN. SLA 
TICINO OLONA, CENTRO SOCIALE 
LEONCAVALLO E GLI ALTRI CENTRI SOCIALI 
ADERENTI, COLLETTIVO STUDENTI IN 
LOTTA, C.P.U. SCIENZE POLITICHE, COORD. 
DEI DELEGATI E RDB DEL COMUNE DI 
MILANO, CONSIGLIO DEI DELEGATI UFFICI 
FINANZIARI DI MILANO. 

Milano 28/10/93 


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ecn milemo - ottobre 1 993